Il Pavimento
La chiesa del quartiere di Pio X si è da sempre contraddistinta per il forte carattere architettonico. Di contro però, a questa decisione e rigorosità dell’aspetto esteriore dell’edificio, l’aula interna si faceva notare per la disinvolta scelta di “linguaggi” formali diversi.
E questa è la considerazione che fa da “punto” di partenza per lo studio di un pavimento nuovo per la chiesa. Un pavimento che diviene la base sulla quale poggiano fisicamente ed idealmente le diverse scelte architettoniche.
Evidente era la poca unitarietà di diversi particolari, forse lo è anche oggi ma in modo molto attenuato. La scelta di un materiale come il marmo rende chiara la funzione di fondamento dell’unità compositiva della pavimentazione. La solidità che trasmette non è una sola impressione fisica ma certamente anche ideale.
Il disegno della pavimentazione si richiama a varie considerazioni: innanzi tutto andava considerata la situazione originale, la presenza di un presbiterio rialzato già rivestito di marmo, la forma rettangolare della sala e la presenza delle due colonne; quindi le divisioni che vengono realizzate dalle varie strisce di colore indicano riferimenti a ciò che già esiste e propongono la divisione in zone spaziali e funzionali che una così grande sala non rende evidenti; infine vengono riproposte delle indicazioni spaziali presenti nelle chiese più convenzionali, accenni che già si potevano notare nell’alzato dei muri e negli accenni di archi ai lati della “speudo-abside” retrostante il presbiterio.
Ciò che ne risulta è una griglia di linee di colore su di uno sfondo uniforme, linee nere che partano dal presbiterio e definiscono virtualmente la divisione in tre navate della sala, una centrale che contiene le due file interne dei banchi e il percorso che porta dall’ingresso principale all’altare; e le due esterne; le strisce verdi che incorniciano tutta la sala e definiscono la fascia centrale della navata principale; altre linee nere che disegnano al centro della chiesa una croce che poggia sul presbiterio (e parte quindi dall’altare), e continuano oltre la croce come a portare all’esterno il messaggio che viene dal cuore della chiesa.
L’unica linea orizzontale, verde, forma un disegno a T (tau) tra il percorso centrale e la zona finale della sala, a richiamo della tau francescana e della semplicità di opere ed intenti che questa rappresenta.
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